sordità
"Si considera sordomuto il minorato sensoriale dell'udito affetto da sordità congenita o acquisita durante l'età evolutiva che gli abbia impedito il normale apprendimento del linguaggio parlato, purchè la sordità non sia esclusivamente di natura psichica o dipendente da causa di guerra, di lavoro o di servizio" (art. 1 legge 26.05.1970 n. 381) causa della sordità è la perdita uditiva congenita o contratta prima del 12° anno di età e "corrispondente ad una ipoacusia pari o superiore a 75 db (decibel) di media tra le frequenze 500, 1000, 2000 Hertz sull'orecchio migliore" (D.M. 5.2.1992).
La sordità rallenta il processo del linguaggio parlato e rende difficoltose le relazioni sociali, la scuola e lo sviluppo culturale. In mancanza di un adeguato ausilio specializzato può condurre all'emarginazione ed all'analfabetismo.
Il recupero funzionale della sordità è possibile mediante la protesizzazione precoce, la terapia logopedia e l'istruzione scolastica secondo le modalità previste dalla legge 517/77 (art. 2 e 10), nonché dal D. Leg.vo 16.4.1994, n. 297. l'apprendimento avviene, come detto, attraverso gli occhi (vista) che sostituiscono l'udito, e con adeguate scelte metodologiche: lettura labiale e/o lingua dei segni riconosciuta dal Parlamento europeo (Direttiva 17.6.1988).
La migliore integrazione sociale del sordo è basata sul piano di recupero educativo, con piena attenzione e senso di responsabilità da parte di chi lo circonda, altrimenti il recupero del sordo in tarda età è praticamente impossibile.
In Italia la sordità grave colpisce circa una persona su 1000 ed attualmente si contano circa 50 mila sordomuti o sordi perlinguali (divenuti sordi prima di acquisire il linguaggio).